Giochi e slot machine – Sale scommesse – Casinò on line: il governo dovrebbe agire
L’economia di un paese è dettata da numerose condizioni. I grandi studiosi sanno che gli indici di crescita devono essere osservati eliminando da tali proiezioni tutti quei valori che pur movimentando soldi nel medio/lungo periodo deprimono un paese sei suoi asset portanti.
Facciamo una riflessione banale: io posso prendere in prestito da una finanziaria 1000 Euro, se osservo il mio conto in quel periodo si vedrà la movimentazione dei soldi, il valore dei 1000 Euro però è un chiaro disvalore perché al netto di interessi, spese e svalutazione monetaria quei 1000 Euro valgono 850, addirittura 800 Euro.

Giocare d'azzardo è pericoloso
L’esempio è grossolano, ma io non sono economista e ciò mi mi permette di fare una conseguente riflessione:
non puoi puntare all’economia se non miri alla società. Non puoi pensare di tenere su un Paese se non investi nella scuola pubblica. Ciò che dà la misura non è il flusso finanziario, ma la vita quotidiana, ciò che facciamo.
Ritorno al titolo e divento triste. Stiamo drogando giovani generazioni con pubblicità ingannevoli, un giro di soldi enorme. E’ impressioannte vedere quante persone sono condotte verso il lastrico dalla dependenza dal gioco. Centinaia di migliaia di persone vengono catturate da pubblicità seducenti e ammiccanti: gioca nei centri scommesse, divertiti, collegati on line, spendi i tuoi soldi.
Padri di famiglia si rovinano: il gioco on line è rischioso, porta a una forma di dipendenza. Non deve e non può essere pubblicizzato.
Serve una legge che blocchi le pubblicità.
Certamente le lobby danarose hanno un ruolo se il gioco e le scommesse sono tra le prime 3 o 4 attività del paese (che cosa impressionante) .
Non mi spiego altrimenti come si possa ancora sostenere la banalità del gioco e delle scommesse.
Io contesto che sia giusto giocarsi una barca di soldi e dare pure una piccola percentuale allo stato.
Io contesto che si possa pubblicizzare un “prodotto” che porta alla dipendenza e che è paragonato alle droghe.
Io contesto che passi un altro giorno silenziosamente senza che nessuno faccia qualcosa.
Io spero che venga approvata una norma semplice e chiara.
I giochi on line, sale scommesse , casinò, ecc. ecc. non possono essere pubblicizzati per una serie di motivi, primo fra tutti che comunque nessuno può arrogarsi il diritto di rovinare un tredicenne. Qui serve un inciso: io faccio la pubblicità di un gioco che prevede il meccanismo della scommessa (certamente il gioco è vietato ai minori di 16 o 18 anni).
Quando faccio questa pubblicità volente o nolente il tredicenne accende la TV e la vede.
Non mi si venga a dire che i minori no possono giocare: i minori, per superare il tabù dell’età sono capaci di usare la carta di credito dei genitori.
I giochi on line, sale scommesse non solo non possono essere pubblicizzati. Non so se è una provocazione, ma io prevederei che la Guardia di Finanza espleti un controllo (obbligatorio) mensile su documenti, iscritti, entrate e uscite. Chi gestisce tali attività non può avere condanne penali, non può avere più di 55 anni (spesso utilizzano prestanome), non può essere indagato e tutte quelle cose che dicono che non siamo tutti uguali e che il lupo cattivo esiste.
Detto ciò: Onorevole Presidente del Consiglio, onorevoli ministri, Deputati, Senatori la moralizzazione di un Paese inizia da quelle azioni che incisono sulla vita di tutti i giorni. Questa è una di quelle.
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C’è qualcuno che guadagna da questa speculazione e non sono i soliti banchieri avidi e senza onore. C’è sicuramente un disegno così complesso e importante che non può essere delineato oggi. Lo possiamo cogliere in dettagli lontani, ma la percezione, si sa, inganna e dunque prendete queste parole con l’inventario del dubbio.